matrimonio chiara ferragni

Chiara Ferragni: due abiti da favola

Un sogno, da principio a fine

I veli ricordavano la nuvola multistrato, effimera ed evanescente, di Cenerentola al ballo. Ma più moderna, perché si apriva sul davanti una volta seduta, lasciando spazio al corpetto di pizzo solido e flessibile, meraviglioso, capace di chiudere le spalle e le braccia in un insieme armonioso e onirico.

L’abito disegnato da Maria Grazia Chiuri per il matrimonio di Chiara Ferragni era semplicemente magnifico. Adatto al fisico longilineo e slanciato dell’influencer. Un equilibrio perfetto fra artigianato e haute couture, che in effetti ha prodotto un risultato atemporale. Come tutti i sogni che sembrano levitare in una dimensione unica. E contrariamente alla tendenza che vorrebbe molti centimetri di pelle scoperti, décolleté esageratamente mostrati, schiene nude. Niente di tutto ciò: l’abito era di grande sobrietà ma di altrettanta sensualità, misurata, elegante. Il velo, molto lungo, partiva da metà testa come vuole la regola dello chignon basso. A corollario, un paio di scarpe di gros grain color bianco burro con il nome Chiara impresso sul cinturino: sling back naturalmente, a punta non eccessiva.

Anche il secondo abito di Chiara, color champagne, con il testo della canzone dedicatale da Fedez nel proporsi ricamato a rime sparse insieme a disegni simbolici, rappresentava la potenza della poesia. Scollato a balconcino, spalle scoperte, a corolla, l’abito stringeva il punto vita costringendo a cercare fra i bagliori e il voile brandelli di parole, colombe, leoncini, cuori stilizzati dalle sillabe.

Le damigelle erano ispiratrici, muse, avvolte in un rosa orchidea con abiti panneggiati ed ellenistici creati da Alberta Ferretti: due scollati a conchiglia con spalline sottili e tre con scollo a V e spalla  più larga. Un quadro tutto sommato tradizionale, senza alcuna sbavatura.

Decisamente vistose, le fedi degli sposi, realizzate da Pomellato, larghe, costellate di brillanti con l’interno d’oro che deborda sul perimetro dell’anello.

Anche la pettinatura di Chiara era decisamente tradizionale: uno chignon classico,  abbastanza tirato a crocchia, riga in mezzo e due bande laterali di capelli scomposti ad arte.